Giugno 2017, la bella spiaggia di Pescara, lo speaker entusiasta lo annuncia al microfono: “Sta per arrivare il nostro Alex Zanardi!” E subito arriva il boato assordante della folla! L’atmosfera già caldissima diventa infuocata dopo pochi secondi quando il grande Alex compare in fondo al rettilineo.
C’era un’attesa enorme per la prima gara di triathlon in Italia di Alex Zanardi, il corridoio finale transennato è gremito di gente che ha voglia di vederlo, di sentirlo, di stringergli la mano, di accogliere questa icona dello sport mondiale.

Applausi e grida di giubilo, Alex, sfinito ed entusiasta allo stesso tempo, conquista la sua finish line! Gioca con i fotografi e i cameramen che si affollano intorno a lui, vogliono immortalare l’immortale che regala sorrisi, saluti e gesti di vittoria.
Arriva anche la meritatissima medaglia al collo, mentre continua la standing ovation.

Alex Zanardi e Dario Nardone

Ironia e gentilezza

Dopo pochi secondi l’emozionato speaker gli si avvicina e al microfono commenta: “Alex, ti vogliamo bene! Grazie per le splendide emozioni che ci fai vivere!”
Lui lo guarda con i suoi occhi che brillano e sorridendo comincia a parlare dando la sensazione di abbracciare in un istante il mondo intero: “Grazie a voi, un supporto meraviglioso! Mi avete fatto emozionare così tanto che mi tremano le gambe!”

E scoppia nella sua inconfondibile e fragorosa risata.

Con ironia e gentilezza racconta la sua gara, soddisfatto del suo ennesimo traguardo, con lo sguardo rivolto già verso il suo prossimo obiettivo, da raggiungere pianificando con meticolosità ogni dettaglio. 

15 settembre 2001

Nell’ovale del Lausitzring, in Germania si corre l’American Memorial 500, in onore delle vittime degli attentati dell’11 settembre.
Alex parte 22° e giro dopo giro recupera posizioni su posizioni, ora è primo. Ultimo pit-stop, esce dai box e va in testa coda per acqua e olio presenti sull’asfalto.
L’impatto con una monoposto che arriva a oltre 300 chilometri orari è scioccante. Come praticamente tutti sanno, in quell’incidente Alex perde le due gambe “Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.”

La rinascita parte in quel preciso istante, un viaggio pieno di insidie quotidiane, da affrontare con determinazione, con la voglia di andare sempre oltre i propri limiti, utilizzando lo sport per migliorare il proprio quotidiano e trovare motivazione: “Il mio segreto? La ferrea volontà di rimanere sempre una persona in gamba e con i piedi per terra.”

Eccola di nuovo la sua contagiosa risata!

Agire per rinascere

Ti guarda dritto negli occhi mentre ti scandisce una frase, te la vuole far sentire, ti vuole fare percepire l’essenza di queste parole:

Se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice.”

La sua voce è ricolma di gratitudine nei confronti della vita, per i doni che ha ricevuto, per quello che ha fatto e fa ogni giorno per meritarseli e soprattutto utilizzarli al meglio delle sue possibilità per farli fruttare.
Nell’automobilismo, nel paraciclismo, nel triathlon, nella vita quotidiana, ogni sfida Alex la vive a mille all’ora, ovvero consapevole dei rischi, ma soprattutto del suo potenziale, di tutto quello che può mettere in campo per realizzare i suoi desideri.
Una rinascita che avviene ogni giorno, grazie all’amore per la vita, affrontata con serietà e precisione e allo stesso tempo con ironia e gentilezza.

La vita è come il caffè: puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi addolcire devi girare il cucchiaino, a star fermi non succede niente.”

Grazie carissimo Alex!

 

Dario ‘Daddo’ Nardone [Ekis Cantera]