Sì, “felicemente obeso“. Ho vissuto la mia vita fino ai 40 anni senza pensare al peso, alla forma fisica e alla salute. Appariva felice perché mi era sufficiente divertirmi a tavola e rimanere poi fagocitato dal divano per ore, pomeriggi, sprecando tempo.
Poi, piano piano, arriva la consapevolezza. Quando mi sono reso conto di fare fatica addirittura ad allacciarmi le scarpe, salire le scale, camminare un pochino più velocemente, giocare e saltare con la mia nipotina e quando nella quotidianità dei miei cantieri ogni movimento diventava un gesto olimpico.
Cambia quello che provo. Voglio una vita diversa, voglio agire diversamente. Facile a dirsi, più complicato creare un piano d’azione.

L’universo ti aiuta

L’universo, più intelligente e astuto di tutti, mi fa conoscere Livio Sgarbi al Beautiful Day 2016 e poi subito al corso “Da Zero A Dieci” di Padova. La mia mente già predisposta al cambiamento, ben stimolata da Livio, innesta nuovi modi di pensare e nuove soluzioni che soddisfano e ampliano le mie domande. Trovo risposte.

Cambia il mio “perché” e la mia visione della vita.

Ho capito che sono le scelte a qualificare la vita. Decido di abbandonare peso e migliorare la forma fisica. Chiedo assistenza a una nutrizionista, imparo l’educazione alimentare. Leggo, studio prendo nuove informazioni. Applico, applico e ancora applico. Vedo miglioramenti, cambia quello che penso, cambia quello che faccio. L’autostima è un crescere continuo e gli obiettivi salgono.

E arriva la corsa. Veri amici mi consigliano di correre e mi fido dei loro incitamenti. Mi accorgo che i benefici sono smisurati in confronto alla fatica, che via via è diventata buona e amica. Allacciare le scarpe da running ora significa ricordare un passato per abbracciare un presente di benessere fisico tra corsa e sci d’inverno. Immaginazione, metodo, tabelline, mini-obiettivi, numeri e medie per facilitare, e in taluni casi ingannare, la mia mente troppo ingegneristica, mi portano a lenti e costanti miglioramenti.
La mezza maratona di Padova ad aprile 2018 mi conferma e scolpisce nella mia mente che l’impossibile di soli 2 anni prima, a 105kg, è una realtà possibile. 21,097 km in 1h55min, meno delle psicologiche 2 ore.
Anche nel lavoro migliorano relazioni e risultati. Tutto diventa soddisfacente, vengo apprezzato e valorizzato. E l’autostima aumenta ancora, salgono gli obiettivi e li raggiungo.

Ecco, questo posso dire oggi: quando ci credi, cambiano le sorti della tua vita.
Me lo ricordo e lo ancoro ogni volta con l’hastag #gomirkogoo.

Vai Mirko! Corri e vai prendere i tuoi obiettivi e le tue medaglie.

Mirko Antonello

 

Una storia del Progetto fotografico Metis, leggi tutte le storie.