L’Italia è il paese del volontariato, ci sono persona ordinarie che diventano straordinarie per quello che fanno in giro per il mondo. Come Claudio Maestrini, chirurgo plastico che passa le sue vacanze in Missione per Emergenza Sorrisi Onlus, una delle charity scelte per il Beautiful Day 2019.

Claudio raccontaci innanzitutto un po’ di te, come sei diventato chirurgo plastico?
Dall’età di 14 anni avevo davanti a me il mio futuro è lo vedevo chiaro e limpido. Volevo fare il chirurgo. Così al secondo anno di medicina ho deciso di iniziare a frequentare il reparto di chirurgia generale dove ho incontrato il mio primo mentore. Lui mi ha parlato per la prima volta delle missioni umanitarie. È stato illuminante e mi sono detto: “un giorno lo farò anche io” perché è una cosa giusta e ne vale la pena.
Dopo questo periodo ho scelto la chirurgia plastica perché molto raffinata e settoriale. Il chirurgo plastico deve avere pazienza e cura dei dettagli, e questo mi rispecchia.

Hai poi deciso di acquisire delle competenze di comunicazione efficace e coaching come mai?
Sono stato letteralmente rapito dal libro di Livio Sgarbi “Istruzioni per Vincere”, e mi vanto per avere la prima edizione, con sua dedica, regalatomi da mia madre in un momento tosto della carriera universitaria. Lei è stata la mia bussola, il mio sfogo e il mio great motivator. Mia madre sapeva che per raggiungere il mio obiettivo dovevo studiare e mi ha sempre spronato per questo nonostante la non voglia di uccidermi sui libri. Mi ha saputo stimolare e ho frequentato il primo corso “Impara dai campioni”. È stato solo l’inizio, e non mi sono più fermato. I corsi Ekis sono il top sotto tutti i punti di vista e nel tempo ho capito come integrarli nel mio lavoro. Solo ora mi rendo conto di quanto fanno la differenza.
Sono tranquillo, sicuro e determinato nel mio lavoro e questo lo devo ai loro insegnamenti.

Nel tuo recente intervento al TEDx di Reggio Emilia hai raccontato come sono iniziate le tue esperienze umanitarie in Africa, come è andata?
Le mie missioni umanitarie sono iniziate da un racconto di un collega, sono una cosa contagiosa. Se vedi qualcuno partire o lo senti raccontare ti innamori e fai di tutto per attivarti e partire anche tu. A me è capitato questo!
Invece il Tedx è un dono che ti viene fatto, ti fa crescere, ti mette nelle condizioni di pensare e di far uscire il meglio di te e tirare fuori idee brillanti. Una bella occasione per parlare davanti a tante persone pronte a trovare da te stimoli nuovi. Io sinceramente non avevo idee brillanti ma avevo la voglia di trasmettere la spinta di agire e di non restare immobili nei confronti alcune tematiche: le missioni umanitarie. Reputo giusto partire e credo che ognuno di noi abbia un talento specifico da tirare fuori al servizio degli altri. Sottolineo il fatto che per aiutare non bisogna avere talento particolari!

Come sei hai conosciuto Emergenza Sorrisi e come hai iniziato a collaborare con loro?
Emergenza Sorrisi si occupa di chirurgia plastica ed è molto settoriale. Si occupa di operare bambini affetti da ustioni e labiopalatoschisi, il cosiddetto labbro leporino. Io ho avuto un’esperienza nell’Ospedale Sant’Eugenio di Roma dove ho conosciuto colleghi esperti che mi hanno presentato a questo splendido mondo.  Dico sempre che in missione incontri sempre persone come te, pronte a mettersi alla prova che si donano agli altri e credo che questo obiettivo comune sia bellissimo. Si diventa una squadra e oltre ad imparare tantissimo, si riporta indietro tanto. Si ritorna con la “vita in mano”. Io sono quindi un volontario a disposizione delle loro missioni. Sono già stato in Senegal (dove sono stato il protagonista di un docufilm girato lo scorso anno) e in Iraq.
Precedentemente avevo condiviso con Valentina, mia moglie, un mese in Congo in un orfanotrofio pediatrico alle porte di Kinshasa.

Avrai sicuramente mille storie meravigliose, che racconteremo in questo periodo, ci dici intanto qual è il vero valore aggiunto che possiamo portare in Africa?
In Africa ma così come in qualsiasi altro posto bisogna portare l’entusiasmo. Bisogna avere la voglia di fare qualcosa di bello. Non sai bene cosa ma devi pensare che tutto quello che fai ha un senso e prima o poi ti tornerà indietro sotto forma di amore e gratitudine.
L’Africa è davvero un posto magico. Quando riparti hai le lacrime agli occhi, è un posto unico, ricco di vitalità e energia. Le persone sorridono e sono felici anche senza niente e questo per me è stupefacente e incredibile.